Locandina film "Van Gogh - Sulla soglia dell'eternità"

Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità

Tra le pellicole a cui ho assistito o che ho rivisto negli ultimi tempi (tra il 2018 ed il 2020 per essere precisi), riguardo la vita degli artisti, ho letteralmente amato “Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità.”

Uscito nel 2018, è un biopic eccellente, a mio avviso, magistralmente interpretato da un attore che amo molto, Willem Dafoe e per la regia dello statunitense Julian Schnabel.

Si ripercorre, con estrema attinenza alla verità storica, la vicenda del pittore olandese, ponendo in risalto le sue sfaccettature non solo squisitamente artistiche, ma anche personali, in virtù della sua esistenza travagliata, ma al contempo tanto feconda.

Solitamente, quando guardo un film di tema artistico, sono molto attenta a che non ci siano stravolgimenti storici troppo importanti, che snaturino la tematica in oggetto o possano essere fuorvianti, ma che spesso, ho notato in vari film ispirati a vicende reali, vengono inseriti per rendere la pellicola più avvincente agli occhi di chi vi si approccerà o per semplificare il tutto.

Il film in questione, affronta, invece, con estrema attenzione questo aspetto, rendendo molto partecipativo il contenuto senza bisogno di stravolgerlo o romanzarlo.

Tenendo poi conto dei tempi cinematografici, che non possono essere biblici, sono stati colti i giusti punti salienti e nella maniera corretta. Non è, infatti, semplice condensare una vita tanto ricca di accadimenti e sfaccettature psicologiche nei tempi consentiti per una corretta e agevole fruizione cinematografica.

La scelta di Dafoe (tra l’altro, per questo lavoro, candidato agli Oscar 2019 come miglior attore), a mio avviso, è risultata molto azzeccata, perché ha davvero donato una marcia in più al tutto, attraverso un’eccellente interpretazione; l’attore è stato davvero capace di dar vita ad un Vincent molto intenso e introspettivo al punto giusto, cogliendone sfumature caratteriali molto particolari.

A questo proposito, desidero consigliare, sarebbe ancor meglio prima di vedere il film, di immergersi nella lettura della splendida raccolta epistolare tra Vincent e l’amato fratello Theo (di facile reperibilità) ed in cui si potrà riscontrare molto della personalità del pittore, per poter meglio gustare e assimilare il contenuto del film stesso e, appunto, l’interpretazione di Dafoe.

Tra i dettagli che ho trovato molto interessanti, è stata la modalità con cui sono state girate molte scene.

Alcune di esse constavano, infatti, di una “inquadratura in movimento”,  come se potessimo vedere quel contenuto visivo direttamente dagli occhi dell’artista e dalla sua percezione dell’ambiente circostante.

Questo dettaglio ci riporta anche ad un ulteriore dato sul pittore: è, infatti, risaputo che soffrisse di allucinazioni sia per via della malattia mentale, ma si ritiene anche per abuso di assenzio, bevanda molto in voga tra gli artisti e i letterati dell’epoca che aveva proprio tali effetti.

Inoltre, altro dettaglio che rende molto partecipativo il film in alcune scene particolari, che generalmente, per essere più incisive e coinvolgenti emotivamente, si sarebbero servite di una musica di sottofondo, è la totale assenza di quest’ultima, sostituita dai suoni degli oggetti impiegati nella scena stessa. Mi spiego meglio.

Vincent, in un momento di fecondità creativa, prende il pennello e inizia a dipingere. Qui il suono è semplicemente il fruscio delle setole sulla tela, che rende bene l’idea del legame tra creatività, anima e bellezza, dove tutto si spiega da sé, senza bisogno d’altro.

Ho anche apprezzato moltissimo l’ambientazione e la ricostruzione dei luoghi, ma anche la bellezza dei paesaggi naturali in cui si svolgono molte scene. Quest’ultimo punto è fondamentale per comprendere  lo stretto rapporto tra Van Gogh e la natura, che era uno dei suoi soggetti prediletti. Lo stesso si identificava con gli elementi naturali, tanto che, addirittura, assurgerà, così come scrive al fratello Theo in una delle lettere, il girasole come una sorta di suo autoritratto.  

A questo punto, credo di avervi fornito gli elementi chiave di base per poter gustare questo bellissimo film, in cui si narra questo artista tra intraviste gioie e grandi dolori e poterne apprezzare tutte le altre peculiarità, per poterlo riscoprire e viverne l’arte con più consapevolezza e curiosità.