Un Capriccio di Giovan Battista Tiepolo

Molto spesso capita di imbattersi nel termine “Capriccio” relativamente ad un dipinto. Ma cosa sta ad indicare questo termine, con esattezza, nella storia dell’arte? Esso é un genere pittorico vero e proprio che ha il suo nucleo originario in certa pittura a cavallo tra Cinquecento e Seicento, per svilupparsi in maniera più particolareggiata e definita nella Venezia Neoclassica e Rococò. Il genere del Capriccio consiste nel recupero di paesaggi naturali, in cui vengono inserite architetture antiche, frutto della fantasia dell’artista o esistenti (spesso abbinandole tra loro), ma collocate in modo non prettamente attinente alla realtà. Queste immagini sono poi generalmente popolate da figure umane, esprimendo un profondo senso di edonismo e pura bellezza compositiva. Il trionfo di Flora è uno splendido esempio di Capriccio, opera di Giovan Battista Tiepolo (che ne dipinse diversi), datata al 1743 ca. L’artista utilizza la scena mitologica come pretesto per dar vita ad un quadro voluttuoso, elegante, inebriante e gioioso. In un ambiente dove la natura trionfa lussureggiante, questa stessa viene celebrata nella figura di Flora. Tra il verde rivivono antiche e splendide sculture che adornano l’ambiente. Al centro della scena, la protagonista, assisa su un carro dorato, si presenta al fruitore agghindata da ghirlande di fiori coloratissimi e circondata da alati e festanti puttini. Ninfe danzano e suonano il tamburello. Le tonalità della tavolozza qui usata dal Tiepolo risultano vivaci. La sua pennellata è poi inconfondibile. Luminosissima l’atmosfera che mostra un cielo terso, dove si incrociano voli di rondine, emblema della sopraggiunta primavera e in cui “vagano” soffici e gonfie nuvole dorate.

Copiright immagine: https://art.famsf.org/giovanni-battista-tiepolo/empire-flora-614419