Santa Chiara nella Basilica di Assisi

L’affresco che raffigura Santa Chiara e le sue consorelle che salutano San Francesco è una delle bellissime scene affrescate da Giotto nella Basilica di Assisi. A questa in particolare, secondo gli studi effettuati in merito, lavorarono, però, soprattutto gli aiuti dell’artista toscano. Giotto operó nella basilica nell’ultimo decennio del XIII secolo. Le fonti scritte che furono usate dallo stesso per riprodurre gli affreschi con episodi della vita del santo, sono identificate nella Legenda Maior, ossia una nota biografia scritta da San Bonaventura da Bagnoregio. La scena si svolge in un ambiente all’aperto, nella natura tanto amata da Francesco, di fronte ad una chiesa dagli spiccati caratteri goticheggianti e alla presenza di un gran nugolo di persone. L’atmosfera è assolutamente realistica e intensa, ma molto spirituale al tempo stesso. Giotto, infatti, rivoluzione la pittura occidentale, sbaragliando i tratti salienti della dominante cultura artistica bizantina e introducendo, dunque, l’emozionalitá, il pathos e la terza dimensione in pittura. Qui, questi principi sono chiaramente evidenti nel cordoglio di Santa Chiara che si china per l’ultima volta sul corpo di Francesco. Visibile la concitazione anche attraverso i volti e la gestualità delle consorelle. Ma l’importanza del momento è anche testimoniata dalle persone che seguono il corpo del santo e addirittura nell’uomo che si arrampica sull’albero a sinistra, per poter vedere meglio ciò che accade. Ben percepibili anche le volumetrie che restituiscono carattere alla rappresentazione. La vivacità del colore, il verde, in modo particolare, il bianco ottico della facciata dell’edificio sacro, rendono l’affresco luminoso e vitale. Una meraviglia di fronte alla quale si resta incantati.