L’erotismo e la sensualità in Canova e in Rodin

Auguste Rodin

Il grande scultore Auguste Rodin affermava: “Io non invento nulla. Io riscopro.

Osservando le sue meravigliose opere, infatti, anche noi riscopriamo nuove visioni ed emozioni che ci proiettano nel mondo interiore dell’autore. Si, perché come amo sempre ricordare ai miei studenti e a tutti coloro i quali mi pongono domande relative ad un’opera, che questa non va osservata solo come puro oggetto estetico e tecnico, ma anche come prodotto di un individuo e delle sue emozioni, del suo modo di concepire la vita, la quotidianità.

L’erotismo tutto umano dell’Eterna Primavera di Rodin

Mi ha sempre affascinato la vicenda personale di Rodin, in particolar modo il suo intenso rapporto d’amore con la talentuosa scultrice Camille Claudel, che ispirò tanti suoi capolavori. Un amore passionale e tormentato che l’artista ha narrato attraverso le sue creazioni, la loro forza e la grande sensualità tutta umana.

Ecco perché ho deciso di trattare l’opera dal titolo L’Eterna Primavera, scultura datata 1884 e realizzata in bronzo, custodita presso il Museo Rodin di Parigi[1]G.C.ARGAN, Storia dell’arte italiana vol.3 Da Michelangiolo al Futurismo, Sansoni per la Scuola,  Firenze, 1994 (ristampa), p. 404.. L’opera si presenta articolata nella fusione dei due corpi che si incontrano in un sensualissimo abbraccio. I nudi, stretti in un bacio appassionato (il mito citato è quello di Amore e Psiche), lasciano ammirare i loro corpi scultorei.

La donna poggia le ginocchia alla base della scultura ed è cinta dall’abbraccio dell’amato, mentre gli accarezza i capelli. La finitura del bronzo mette in risalto i dettagli muscolari e anatomici che rendono le figure ideali, ma al tempo stesso realistiche, pulsanti e palpitanti, in un erotismo carnalissimo. Le opere di Rodin non sono frutto di una volontà di idealizzazione, in realtà, ma della ricerca di una fisicità sì armoniosa, ma vivificata  e intrisa delle passioni umane più travolgenti.

Nella versione in marmo, l’opera non perde nessuna delle sue caratteristiche iniziali, né dal punto di vista emozionale, che di resa finale. Profondamente carnale anch’essa, pur nel candore del materiale scelto, risulta equilibrata nella sua bellezza e nella sua intensità. Ricordiamo la versione presso il Musée d’Orsay a Parigi e quella presso il Museum of fine Arts di Budapest.

Copyright foto [2]1 – Pubblico dominio
2 – Di Auguste Rodin, Own work by Ad Meskens.

La leggera sensualità di Amore e Psiche del Canova

Lo stesso tema trattato da Rodin nella seconda metà dell’Ottocento, era stato affrontato mirabilmente anche dal maestro Antonio Canova, padre della scultura neoclassica.

Antonio Canova

Il capolavoro Amore e Psiche, datato tra il 1787 ed il 1793, oggi al Luovre di Parigi[3]Guarda l’opera Amore e Psiche sul sito del Museo Rodin, esprime la sua sensualità ed il suo erotismo in maniera differente. Sappiamo come Canova ricercasse nelle sue creazioni una bellezza ideale che esulasse dalla materialità: del resto, questo era l’intento di base a cui aspiravano le arti visive del XVIII secolo, dove, appunto, il riferimento era l’antichità classica nella sua ricerca di equilibrio e purezza formale.

I personaggi qui scolpiti da Canova, così come per Rodin, sono uniti da un bacio appassionato. Ma vi è una sostanziale differenza tra i due gruppi scultorei.  In quello di Canova la figura di Cupido arriva direttamente dall’alto e Psiche inarca entrambe le braccia verso di lui. Le labbra dei due innamorati non poggiano le une sulle altre, ma fanno presagire, dalla loro gestualità, l’enfasi del gesto e l’erotismo delicato che esso sott’intende. Canova gioca di più sull’incrocio dei loro sguardi. Inoltre, mentre in Rodin l’elemento ali non è posto in evidenza a rafforzare un erotismo più umano, in Canova le grandi ali bianche sono elemento di equilibrio formale che conferisce dolcezza e leggerezza al gesto d’amore. Ad aggiungere delicata sensualità a questo marmo meraviglioso, è la mano di cupido che sembra voler coprire le fattezze dell’amata in un gesto di pudore, ma al tempo stesso, incontrando l’intimità della donna di cui si era innamorato. La lavorazione del marmo è mirabile. La lucidatura lo rende ancor più etereo. Sappiamo come il maestro lavorasse, secondo una complessa tecnica molto particolare, con grande attenzione e  meticolosità i suoi marmi. I corpi del Canova appaiono più leggiadri, sottili, accompagnati da morbidi panneggi classicheggianti.

Amore e Psiche di Antonio Canova [4]Di Dennis Jarvis from Halifax, Canada – France-003372 – Psyche Revived by Cupid’s Kiss

Dunque, Rodin pone maggiormente in risalto un lato più umano e passionale dell’erotismo tra i due amanti. Canova mette in evidenza, invece, la sensualità legata al desiderio che va oltre la carnalità già vissuta.

Note   [ + ]

1. G.C.ARGAN, Storia dell’arte italiana vol.3 Da Michelangiolo al Futurismo, Sansoni per la Scuola,  Firenze, 1994 (ristampa), p. 404.
2. 1 – Pubblico dominio
2 – Di Auguste Rodin, Own work by Ad Meskens.
3. Guarda l’opera Amore e Psiche sul sito del Museo Rodin
4. Di Dennis Jarvis from Halifax, Canada – France-003372 – Psyche Revived by Cupid’s Kiss