Le Christ et le peintre, Chagall nella pinacoteca vaticana

Marc Chagall è stato un artista straordinario, il cui stile espressivo unico, si muove tra il surreale ed il reale, il sacro e lo storico, il sentimento e l’immaginazione.

L’artista, di origini russe, trasferitosi poi in Francia, visse la dolorosa esperienza della persecuzione tedesca nei confronti degli Ebrei, esprimendo nelle sue opere non solo lo stretto legame con il proprio credo religioso, ma anche questa dolorosissima fase della sua vita.

Chagall è anche il pittore del cuore e della favola: notissimi i dipinti dedicati al grande amore della sua vita, la moglie Bella Rosenfeld, ma anche le illustrazioni che realizzò per una nota edizione delle favole di La Fontaine, ad esempio.

In questa pillola, però, intendo trattare un’opera che si trova molto vicina a noi e precisamente all’interno della pinacoteca vaticana.

Essa si intitola Le Christ et le peintre (il Cristo e il pittore), un acquerello realizzato con la tecnica del guazzo e datato 1951.

Marc Chagall raffigura molto spesso l’immagine del Cristo che per lui ha un valore molto importante. Come accade nella notissima Crocefissione Bianca, uno dei suoi indiscussi capolavori, la figura di Gesù simboleggia colui che subisce un’ingiusta sofferenza e persecuzione. L’uomo sulla croce, ed  il suo dolore, è per l’artista emblema di una condizione comune al popolo ebraico e sua personale. In basso, ai piedi di quel legno, Chagall raffigura se stesso, con in mano la tavolozza e il pennello, nel suo tormento di uomo e di artista, sancendo in questo modo questo aspetto della sua vita. L’immagine è surreale come nello stile del pittore e ricca di simboli, alcuni molto ricorrenti nelle sue pitture,  come la menorah, il candelabro ebraico a sette bracci. È presente poi una figura alata con il volto da toro che regge un libro tra le mani, una tela dipinta alle spalle del Cristo dalla quale si intravede la luna.  In basso, un angelo musicante. Il Cristo indossa il tallit ed è illuminato da un colore giallo vivo che pervade tutto il suo corpo, conferendo quel senso di  ultraterreno già riproposto da Chagall in altre pitture. Ben visibile la ferita sul costato.

Le pennellate sono piene, vigorose, le immagini potenti nei loro tratti caratteristici, come se volessero ben collocarsi nello spazio. Il colore in Chagall è un gioco meraviglioso di accostamenti visivamente incisivi, che si intersecano e intervallano a sfumature alle volte più delicate e oniriche.

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