L’artista e il suo corpo. Performance e Body Art, nuove forme del contemporaneo

L’arte è specchio del suo tempo e questo è un assunto fondamentale da cui non si può assolutamente prescindere se si intende davvero comprendere e apprezzare fino in fondo ogni sua forma.

Il Novecento ha segnato un fortissimo punto di rottura con l’arte dei tempi passati, rinforzando e definendo questo percorso evolutivo che in qualche modo ha visto tracciata la strada con la nascita dell’Impressionismo e del Post Impressionismo nell’Ottocento, per poi esplodere in vere e proprie ricerche innovative all’inizio del periodo successivo.

I grandi mutamenti che nel XX secolo hanno interessato il mondo in tutti i settori sociali: da quello industriale, a quello economico, dall’aumento demografico con l’espansione delle grandi metropoli moderne ai conflitti mondiali, dal boom economico degli anni Sessanta alla produzione seriale, dalla nascita dei mass media alla diffusione dell’automobile, dell’aeroplano, ecc hanno portato gli artisti alle più diverse riflessioni e sperimentazioni a riguardo.

In questa breve pillola desidero fornire al mio lettore alcuni spunti riguardanti la Performance e la Body Art come nuove modalità espressive nate proprio in tale contesto,  importantissime ed estremamente affascinanti, che vedono una grande varietà di nomi e di modalità di progettare tali azioni.

L’arte non si fa più solo attraverso gli strumenti e i materiali canonici, con cui l’autore produce creando estensioni del suo animo e del suo pensiero, ma è il suo corpo stesso a mettersi in gioco, a divenire come tela bianca su cui dipingere all’infinito cose sempre nuove e diverse. L’artista fa dono del suo corpo al pubblico, comunica direttamente attraverso di esso.

La Performance e la Body Art, così come l’Happening (di cui ho già trattato in un articolo precedente) sono definite manifestazioni effimere, poiché realizzate sul momento e di cui si conserva documentazione attraverso l’ausilio del mezzo video o della fotografia che divengono essi stessi forme d’arte.

Queste azioni si manifestano nelle modalità più svariate, coinvolgendo spesso anche il pubblico e trattando i temi più disparati: dalla rivoluzione del Femminismo, alla riflessione a tratti mistica sull’esistenza, dalla ribellione contro una società che ingabbia l’essere umano, alla riflessione sugli orrori della guerra e sul sentimento dell’amore.

Tutto ciò tra gli anni Sessanta e Settanta in particolare, con un lungo e fruttuoso prosieguo ad oggi.

Numerosissimi gli artisti e le artiste che si sono e che continuano a cimentarsi in queste forma d’espressione, tanto che alcuni di essi l’hanno resa forma preponderante di lavoro: da Marina Abramovic, a Gina Pane, da Joseph Beuys a Ulay, da Carolee Schneemann agli Azionisti Viennesi, da gli esponenti di Fluxus a Marta Minujìn a tantissimi altri.

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