La vita quotidiana nelle opere di Caravaggio

Michelangelo Merisi, meglio noto come Caravaggio, è stato il pittore che, a cavallo tra il XVI ed il primissimo XVII secolo, ha rivoluzionato il concetto del soggetto in pittura,  promuovendo l’assoluta aderenza al modello dal vero, soprattutto in ambito popolare. Caratteristica, questa che assieme al suo “luminismo”, influenzó gran parte della produzione artistica successiva alla sua morte, avvenuta nel 1610.

In questo mio breve scritto, andrò a discutere su uno dei suoi dipinti (facente parte della così dette “scene o pittura di genere”), che preferisco e cioè “La Buona Ventura”, datato tra il 1593 ed il 1595, periodo in cui il Merisi operava nella bottega di Giuseppe Cesari, meglio noto come Cavalier D’Arpino e che sostituirà poco tempo dopo nella committenza delle storie di San Matteo della Cappella Contarelli, in San Luigi dei Francesi a Roma.

Questo dipinto, oggi ospitato nella collezione dei Musei Capitolini della città eterna, mostra una scena che sovente doveva offrirsi, nei vicoli della città, agli occhi curiosi del Caravaggio, che qui ne sa cogliere con sagacia e anche una certa ironia, i risvolti.

La figura mostra un giovanotto di buona famiglia che si fa leggere la mano da una zingara.

Nulla di strano fin qui, se non fosse per un dettaglio molto interessante che si può notare osservando con estrema attenzione l’immagine nel particolare delle mani.

Il ragazzo, ben vestito, porge la sua mano alla ragazza che, distraendolo con la sua bellezza, nell’atto di tracciare col dito la lettura sul suo palmo della mano, gli sfila abilmente un prezioso anello.

La forza comunicativa dell’immagine, il realismo tanto naturale ci fanno immaginare di essere noi stessi ad assistere all’episodio e ci riconducono ai tanti quadri in cui il Caravaggio racconta momenti popolari con ilarità e fedeltà. “I bari” (datati 1594, quindi molto vicini a quest’opera) ne sono un ulteriore esempio. Il colore risulta più vivace, rispetto al repertorio tipico del pittore milanese, ma col  suo caratteristico tocco di bianco che conferisce luce e carattere all’immagine. Splendidi i dettagli degli abiti dei due protagonisti, documento importante per ricostruire la storia e l’evoluzione del costume.