La luce nell’arte sacra. La Madonna della candeletta di Carlo Crivelli

Quanto è importante la luce in un’opera d’arte? Quanto lo è in una di matrice sacra?

Il tema della luce possiede un valore tecnico considerevole, essenziale, che però ne sottintende anche uno simbolico ed interpretativo altrettanto importante e fondamentale, tanto in opere d’arte di tema sacro, che profano.

Quando pensiamo a questa caratteristica ci sovvengono sicuramente alla mente diversi autori che, per ragioni e modalità differenti, in epoche anche lontane tra loro, hanno affiancato agli studi più squisitamente fisici relativi al tema, anche quelli simbolici, identificando così anche la propria unicità espressiva: Vermeer, Caravaggio, Hopper, solo per citare alcuni dei più noti, vere e proprie scuole e movimenti pittorici come i Fiamminghi, gli Impressionisti, oppure, ancora, Georges de La Tour, pittore della Lorena, che della luce, soprattutto di quella della candela,  ha fatto un suo tratto distintivo. Proprio quest’ultimo elemento si ricollega alla sublime tavola del grande veneziano Carlo Crivelli, che ho deciso di trattare in questa mia breve pillola d’arte.

Si tratta, infatti, della Madonna della candeletta, tavola centrale del Polittico del duomo di Camerino, capolavoro datato al 1490 ed oggi conservato presso la Pinacoteca di Brera a Milano.

L’opera raffigura la Vergine in trono con in braccio il Bambino, circondata da numerosi elementi simbolici (cristologici e mariologici), che però non andremo ad interpretare singolarmente, poiché il focus, in questo caso, è da ricercarsi in basso sulla sinistra, nell’esile candela a fiamma spenta.

Il tema della candela nelle opere sacre ha diverse ed importanti declinazioni. Quando è accesa raffigura la luce divina che si irradia sull’uomo e lo illumina della sua funzione salvifica o lo rende partecipe della sua Grazia, come accade nelle opere del già citato de La Tour, oppure in dipinti come La Madonna della Candela del ligure Luca Cambiaso, o in alcune pitture sacre dell’olandese Gerrith van Honthorst. La candela spenta ha, invece, in tal caso, un valore differente: si ricollega al concetto di purificazione. E quale simbolo più puro se non Maria, che misericordiosamente intercede col Padre e col Figlio? Il tema della purezza è qui ulteriormente evidenziato con il grande e florido vaso ai piedi della Vergine, dove è possibile notare dei gigli, emblema di candore, appunto, assieme alle rose, altro simbolo connesso alla Madre di Dio. La presenza di questo oggetto ci ricorda anche il tema della purificazione di Maria (associato a quello iconografico della Presentazione al Tempio di Gesù) che ci ricorda l’uso dell’epoca e di cui si può leggere, ad esempio nel Vangelo di Luca o anche nel Levitico.  

La Vergine, con una preziosa corona sul capo, appare elegante, eterea, mostrando tutta la sua divina bellezza. Ricchissime e particolareggiate le decorazioni generali della tavola tipiche del Crivelli. Un capolavoro da ammirare e approfondire.