La Buona Ventura, un dipinto di Georges de La Tour

Georges de La Tour (1593-1653) è stato un pittore francese molto vicino al caravaggismo e noto per la sua famosa luce, che, solitamente, nelle sue opere, è emanata e modulata  dalla presenza di una candela.

Le atmosfere da lui create risultano sempre intime, calde, spirituali e non si può che restare affascinati dalle sue pitture, sia di tema sacro, che ti tema profano.

L’opera di cui voglio trattare in questa pillola, fa parte della così detta “pittura di genere”, molto cara al Caravaggio e di cui ho scritto poco tempo fa, (https://www.labellezzadellarte.it/la-vita-quotidiana-nelle-opere-di-caravaggio/) proprio qui.

Per questa ragione, e per poter consentire al lettore curioso e desideroso di osservare e comparare due opere facente parte di un filone comune, ma con le dovute differenze stilistiche ed interpretative, ho scelto un quadro che Georges del La Tour dipinse intorno al 1630, ben venti anni dopo la morte del Merisi.

Il titolo è, come per Caravaggio, “La Buona Ventura”, e, ad essere raccontata, è la lettura della mano da parte di una gitana ad un giovanotto di buona famiglia. Mentre nel Caravaggio la scena era costruita attorno a due singole figure, qui abbiamo un gruppo ben più ampio di personaggi. Infatti, oltre al ragazzo e all’anziana gitana, altre tre figure animano l’episodio.

Sono compagne di ventura della donna, che, abilmente, derubano il ragazzo, mentre questi è impegnato ad ascoltare il vaticino. De La Tour gioca con un susseguirsi circolare di gesti e sguardi, intrisi di complicità, tra le donne attorno al giovane, e di incredulità, quasi sospetta, rispetto alla propria sorte, da parte del ragazzo. Tutto diventa dinamico e coinvolgente per il fruitore.

I volti della figure sono fortemente espressivi e intensi, De La Tour è maestro in questo senso.

La ricchezza degli abiti, le decorazioni, i colori luminosi rendono il dipinto ancora più particolare e accattivante. Lo sfondo, come per Caravaggio, è “vuoto”, senza orpelli e decori che possano distrarre dall’osservazione dell’accadimento.

In alto, a destra, a grandi caratteri, è presente la firma dell’autore con il luogo in cui l’opera è stata dipinta e cioè Lunéville, nella bellissima Lorena, terra francese dei castelli, in cui risiedeva l’artista.

Il dipinto è conservato presso il Metropolitan Museum di New York.