Johannes Vermeer, raffinatissimo pittore della luce

Johannes Vermeer è stato uno dei maggiori artisti a rappresentare la pittura nordeuropea del XVII secolo, noto per l’attento studio della luce naturale e le suggestive scene d’interno borghese, tipiche del suo tempo.

Nasce in Olanda a Delft nel 1632. Suo padre, Reynier Vermeer, svolgeva l’attività di tessitore, ma si occupava anche di mercato d’arte, tanto che Johannes, dopo la dipartita paterna, iniziò ad operare anche in questo campo.

La sua formazione risulta in parte nebulosa a livello documentale, ma quel che è certo è che subì grande influenza dai maestri caravaggisti  nordeuropei, olandesi in particolare, (infatti è ben noto che, pur se scomparso nel 1610, il Merisi lasciò gran segno nella pittura dell’intero continente, andando ad influenzarne le sorti per l’intero secolo) e di uno dei massimi autori del tempo, Rembrandt.

Col trascorrere degli anni, affinò la sua espressività comunicativa e tecnico-stilistica, raggiungendo la sua unicità, per la cui riconoscibilità, è oggi tra i grandi della sua epoca e non solo.

Tra le decine di capolavori, dai più ai meno noti, ho scelto di trattare “La giovane al virginale” (1670-75), tema, quello della musica che sovente l’artista ha sperimentato nelle sue opere, anche perché proprio gli studi musicali erano alla base della formazione della giovane borghesia e della nobiltà del passato. Non bisogna, infatti, dimenticare che ci troviamo storicamente in un secolo particolarmente fiorente sotto questo aspetto, che è stato definito il Secolo d’Oro per i Paesi Bassi e cioè un momento di fortissimi impulsi sia a livello sociale che economico, che anche artistico e culturale ad ampio raggio.

Come concepisce questa meravigliosa scena d’interno Vermeer? Innanzitutto, adottando un espediente che molto spesso è riscontrabile nei sui dipinti (Allegoria della pittura, 1665-1670, Giovane donna che legge una lettera, 1675 ca., Il geografo, 1669, Allegoria della fede, 1670-74) ne sono alcuni esempi) e cioè la tenda (finemente decorata con motivi naturalistici) che si schiude a sinistra, in corrispondenza della parte esterna della rappresentazione, come a voler mostrare quasi sommessamente, un momento intimo, privato, familiare. Espediente, questo della tenda o del drappo che la richiama, utilizzato anche da artisti italiani come Caravaggio e Raffaello ad esempio, ma con differenti finalità.

Ai nostri occhi si mostra un ambiente elegante, raffinato, in cui è possibile scorgere solo pochi, ma esaustivi dettagli: un grande quadro alla parete (visibile solo in parte e raffigurante anch’esso un tema musicale), una finestra con tendaggio blu lapislazzuli, una splendida viola da gamba in primo piano e, al centro della scena, una giovane donna elegantissima nel suo abito prezioso, seduta al virginale, antico strumento a corda, tipico della musica rinascimentale e barocca. Come era in uso del tempo, quest’ultimo, era finemente dipinto con un bucolico paesaggio e decorato. Meraviglioso il classico pavimento a scacchiera, che conferisce un importante valore prospettico alla rappresentazione.

La giovane donna rivolge lo sguardo verso l’osservatore, come se colta senza preavviso durante l’esercizio musicale. Il disvelamento di tale caratteristica viene accentuato proprio dalla posa dolcemente sorpresa della musicista e dalla tenda aperta.

L’opera appare oltremodo ricercata, come tipico di Vermeer, anche per la presenza della rappresentazione dei tessuti pregiati e decorati (tipicità dei paesi nordici dell’Europa del tempo), che sono pretesto per il pittore di lavorare con la luce. Infatti, le ampie maniche a sbuffo con merletto dell’abito e il drappeggio di quest’ultimo, dipinti di bianco, rivelano un punto focale in merito. Anche il volto della fanciulla, nel suo candore e la collana di piccole perle che le cinge il collo, ne sono parte. A livello tonale vi è un accordo sapientemente studiato e calibrato principalmente su quattro tinte: l’intenso blu lapislazzuli, l’ocra delicato, l’oro luminoso e il tocco di bianco ottico. Piccole punte di grigio qua e là, come nei nastrini che abbelliscono l’acconciatura della protagonista, completano il tutto.

A proposito di tale aspetto potrebbe essere interessante citare e, dunque, confermare quanto appena detto, ciò che nel lontano 1877, un conterraneo di Vermeer, Vincent Van Gogh, scrisse al caro e stimatissimo amico e collega francese Emile Bernard, a proposito della pittura del nostro artista: “ […] Conosci il pittore Jan van der Meer? […] E’ vero che nei quadri che ha dipinto si può trovare l’intera gamma dei colori; ma riunire il giallo limone, l’azzurro spento e il grigio chiaro è in lui caratteristico, […] Gli olandesi non avevano immaginazione, ma avevano un gusto straordinario e un senso infallibile per la composizione. […]”.

Proprio sotto al quadro raffigurato alle spalle della giovane, la firma di Vermeer. Capolavoro sublime, oggi conservato presso la National Gallery di Londra.