Giuseppe Arcimboldo, il pittore dell’elemento-simbolo nella composizione illusionistica dell’immagine

Tra gli artisti che maggiormente stupiscono il fruitore, alla vista delle sue immagini pittoriche, è sicuramente da annoverare Giuseppe Arcimboldo (1527-1593).

Nato in un’agiata famiglia milanese e da padre pittore (di nome Biagio, di cui è giunto a noi un bellissimo ritratto che ne fece il leonardesco Bernardino Luini), l’Arcimboldo, è stato autore delle famosissime “teste composte”. Tra le più note quelle raffiguranti le quattro stagioni, ma molte altre sono le creazioni relative a questa modalità espressiva, di cui l’artista lombardo diventa vero e proprio riferimento. Numerosi, infatti, anche i ritratti realizzati con questa modalità e le personificazioni di figure più generiche, come ad esempio, la deliziosa opera dal titolo Il Bibliotecario, del 1566, personaggi mitologici come Flora, opera della maturità datata 1589, ecc.

In questo articolo, desidero condividere con i miei lettori un breve commento al dipinto facente parte della serie dei quattro elementi, prendendo come esempio singolo l’opera che rappresenta la Terra, anch’essa risalente alla seconda metà del Cinquecento.

Come per tutti e quattro i dipinti, l’artista sceglie degli elementi simbolici che vadano ad illustrare la varietà del tema scelto. Se per raffigurare l’acqua, è stata inserita la varietà della fauna marina e i suoi frutti, per la terra Arcimboldo sceglie la fauna. Questa, va a comporre una testa, utilizzando sapientemente specie che riuniscono i vari continenti, animali esotici compresi: cervi, elefanti, conigli, leopardi, un grande leone ed un montone a comporre la parte di busto visibile.

Il profilo che ne vine e fuori è corposo, sapientemente organizzato. Le illusioni ottiche dell’Arcimboldo proseguono e alimentano in maniera assolutamente originale, una tradizione artistica importante e variegatissima che giungerà sino alla contemporaneità.

I colori che l’artista sceglie sono legati all’idea di terra in sè come elemento “caldo”, vitale e connesso all’idea di un luogo fertile, che dona la vita.

Opere, quelle del pittore milanese, sempre sorprendenti, interessanti e ricche di simbologie che vanno oltre l’immagine in sé, trasportando chi osserva in una dimensione simbolica che rievoca atmosfere, sensazioni e nuove visioni.

Immagine: Testa composta raffigurante la “Terra”, collezione privata.