Gerolamo Induno, artista patriota

Gerolamo  Induno (1825-1890) è stato un importante pittore milanese, patriota del Risorgimento italiano.

La sua formazione avviene presso l’Accademia di Brera con l’artista fiorentino Luigi Sabatelli e seguendo anche l’attività pittorica del fratello maggiore Domenico, che fu anche allievo di Francesco Hayez.

L’espressività di Induno si sviluppa e cresce in piena sintonia con gli aneliti patriottici del periodo e a cui l’artista prende parte in maniera attiva, mescolandoli all’intento realistico di documentare la storia e a quello di sentore squisitamente più romantico, che animava queste vicende ei suoi ideali.

L’opera di cui intendo trattare in questa pillola è datata al 1849 e riguarda la morte di un personaggio che durante le lotte della Repubblica Romana contro l’oppressione francese si distinse per coraggio e fervore e cioè la patriota umbra Colomba Antonietti, che era moglie del generale Luigi Porzi con cui aveva intrapreso la lotta per la libertà e l’indipendenza della nazione. Del suo estremo sacrificio scriverà, con grande commozione, anche Garibaldi nelle sue Memorie.

La giovane donna (aveva solo 23 anni)  fu uccisa dal nemico il 13 giugno del 1849 a Porta San Pancrazio a Roma, ove si stava svolgendo l’acceso scontro tra garibaldini ed esercito francese.

Si tramanda che, prima di spirare, le sue ultime parole furono “Viva l’Italia”, caratteristica che la accomuna ad altri importanti patrioti, come ad esempio i fratelli veneziani Attilio ed Emilio Bandiera, fucilati presso il Vallone di Rovito, a Cosenza, il 25 luglio 1844.

L’opera ci racconta dunque uno spaccato molto importante di quel periodo storico, ricordandoci anche il fondamentale contributo delle donne.

Induno impagina una scena estremamente drammatica, del resto conosceva bene quelle vicende, poiché vissute in prima persona (fu infatti ferito proprio nei pressi di Porta San Pancrazio). Colomba Antonietti giace al suolo, sorretta dai compagni di battaglia e dal marito. Tutto intorno figure di patrioti periti e combattenti, alle spalle il tricolore sventola orgoglioso.

Uno spaccato di cielo al tramonto, sulla sinistra, colora di rosso l’immagine, quel medesimo rosso del sangue versato dai patrioti e dalla stessa Colomba, delle casacche garibaldine, della bandiera.

Alle loro spalle le rovine di Porta San Pancrazio. Non scordiamo che proprio in quel luogo, poco al di fuori, era sita anche la nota Villa del Vascello, opera architettonica di Basilio e Plautilla Bricci, prima “architettrice” della storia, che proprio in quegli scontri subì gravissimi danni.

Il realismo di Induno, la pennellata densa, la tavolozza scelta dall’artista consentono di leggere questo splendido capolavoro con immediatezza e chiarezza, rendendo nota la storia collettiva, ma anche quella singola di questa donna coraggiosa, che diede la sua vita per la libertà.

La figura centrale di Colomba, nel dramma del volto e nello sguardo rivolto verso l’alto, negli ultimi istanti di vita, fa riflettere ed emozionare, fa immergere con intensità  nella storia del Risorgimento e dei sui suoi protagonisti.

Il quadro, olio su tela, è oggi conservato presso il Museo Centrale del Risorgimento di Roma nella capitale.