Benedetta Cappa, un’artista cardine del Futurismo

Benedetta  Cappa ( 1897-1977) è stata una delle maggiori esponenti dell’arte futurista in Italia ed Europa.

Condensare  in una pillola d’arte la sua vita e la sua carriera è davvero ardua impresa.

Donna di grande talento e personalità, poliedrica nel suo ruolo di artista e di scrittrice di romanzi sperimentali, proveniva da un’agiata famiglia piemontese stabilitasi a Roma.

La sua abilità nelle arti e la sua passione trovarono punto d’approdo nello studio di Giacomo Balla che  Benedetta, così come racconta una delle sue figlie, aveva incontrato a Villa Borghese, dove questi andava spesso a dipingere.

Ne divenne allieva e,  nello studio di questi,  incontrò il grande amore della sua vita, colui che aveva dato al Futurismo slancio e principio, l’intellettuale Filippo Tommaso Marinetti, che sposerà nel 1923 e da cui avrà tre figlie: Luce, Ala e Vittoria.

Benedetta, oltre al talento che la contraddistingueva, era fiera e moderna e incarnava con grande forza l’indipendenza femminile e il nuovo stile di vita condiviso da tante donne a lei contemporanee.

A darci un’idea di questa sua forte personalità è, ad esempio, la scelta di firmare le sue opere solo col nome di battesimo (a volte trasformato nel diminutivo Beny, con cui veniva vezzeggiata), non apponendo né la gens paterna, né quella del marito, rivendicando così l’idea di una figura femminile proiettata verso il futuro e per affermarsi in autonomia.

Questa  modernità fu anche incarnata dalla sua passione per il volo che estrinsecò nell’aeropittura futurista, di cui divenne una dei maggiori esponenti e di cui, nel 1929 firmò il noto Manifesto assieme a Fortunato Depero, Prampolini, Gerardo Dottori, Giacomo Balla, Fillia, Marinetti, Tato e il giornalista Mino Somenzi.

Molte le opere e le committenze importanti. Tra queste desidero citare e trattare brevemente, nello specifico, il lavoro che la Cappa realizzò per il Palazzo delle Poste e Telegrafi di Palermo, (che si può ancora oggi ammirare nella Sala detta delle Conferenze) e dove tra l’altro, furono chiamati a lavorare anche altri esimi colleghi come Tato e Vigni.

Tra il 1933 ed il 1934 l’artista realizzò una serie di cinque splendidi pannelli murali a tempera ed encausto, raffiguranti le diverse tipologie di comunicazione: Sintesi delle comunicazioni telegrafiche e telefoniche, Sintesi delle comunicazioni radio, Sintesi della comunicazioni terrestri, Sintesi delle comunicazioni marittime, Sintesi delle comunicazioni aeree.

Attraverso queste cinque opere che dialogano armonicamente tra loro, è possibile non solo comprendeva le capacità tecniche di Benedetta Cappa, ma anche la sua nuova sensibilità che spiccava con forza.

L’artista sceglie l’azzurro come tinta dominante per queste immagini, in cui i soggetti rappresentati si “destrutturano” e assumono forme nuove, come nuovi sono i tempi che corrono veloci. Il senso del movimento è estremamente palpabile in queste figure, in cui ad elementi naturali, come l’aria e l’acqua vengono accostati elementi della tecnologia, emblema della capacità raggiunta dall’uomo di accorciare e superare le distanze. Tutto riconduce con estrema chiarezza ai temi cari del movimento di appartenenza e alla sue caratteristiche visive principali.

Tante altre sono le opere artistiche (e letterarie) di Benedetta Cappa e i grandi successi che collezionò nella sua lunga e ricca carriera, di cui sarebbe davvero impossibile trattare adesso. Perciò invito il lettore, di cui  ho voluto ”stuzzicare” la curiosità, ad approfondire assolutamente questa pittrice e ad apprezzarla nella sua ampia globalità.

Per visualizzare le opere clicca qui